Eranio e i luoghi comuni, sintomo di arretratezza interculturale

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Stefano Eranio, ex calciatore di Milan e Genoa dei gloriosi anni ’90, è stato allontanato dalla emittente televisiva elvetica RSI, per la quale lavorava come opinionista e commentatore tecnico. La sua colpa è quella di aver giudicato l’operato del giocatore romanista Rudiger, nella partita contro il Leverkusen, in maniera decisamente ardita. Queste le sue parole: Continua a leggere

This is football, this is sport?

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Notizia dell’altroieri. In una partita tra Giovanissimi, una squadra surclassa l’altra per 31 a 0, tant’è che l’arbitro, d’accordo con entrambi gli allenatori, decide di sospendere il match per manifesta superiorità. Cosa contemplata in alcuni sport, vedi il baseball, ma non nel calcio. Il giovane arbitro, 20 anni, probabilmente un ragazzo che vive ancora nel candore dell’innocenza, riporta tutto nel referto.

 

Risultato? Arbitro sospeso, partita da rigiocare.

 

È il regolamento, baby. Freddo e duro, non si scappa. L’arbitro potrà ragionare sui suoi errori di giovinezza, dice l’AIA. Continua a leggere

Qualificazioni Euro 2016, la buona pesca dell’Italia e altre considerazioni

A pochi mesi dall’inizio del Mondiale brasiliano, ieri a Nizza si sono svolti i sorteggi per i gironi di qualificazione all’Europeo che si giocherà nel 2016 in Francia. E’ andata bene agli azzurri, che hanno evitato gli spauracchi Belgio e Svizzera della seconda fascia e dalla terza hanno pescato la Norvegia, una delle squadre meno impegnative dell’urna. L’insidia maggiore è rappresentata dalla Croazia e dalle sue stelle, il bavarese Mario Madzukic e il merengues Luka Modric. Bulgaria, Azerbaigian e Malta completano il gruppo H di cui torneremo a parlare a settembre, quando gli azzurri voleranno a Oslo per la partita inaugurale contro i rossoblù di John Arne Riise e John Carew. Continua a leggere

Capello vs Conte, il popolo bianconero si divide

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Se qualche regola di tipo etico esiste ancora nel calcio, di sicuro vi rientra quella di non giudicare e criticare il lavoro dei colleghi: i calciatori non giudicano gli altri calciatori, i portieri non giudicano gli altri portieri, i presidenti non giudicano gli altri presidenti e così via. E lo stesso vale per gli allenatori. Poi qualche eccezione capita, a volte un “io” troppo smisurato porta ad auto-esaltarsi in maniera poco modesta ma di solito la cosa non piace affatto all’opinione pubblica. La querelle tra Capello e Conte nasce così, con l’attuale tecnico della Juventus che non ha per niente gradito certe dichiarazioni dell’ex-bianconero: prima la critica per la cancellazione del giorno di riposo dopo la partita di Verona con quel “Io non ho mai dato castighi” e poi con le pesanti invettive verso la Serie A e il calcio italiano che l’allenatore salentino ha interpretato come un voler sminuire le sue vittorie degli ultimi due anni. Continua a leggere

Finisce l’era Cellino a Cagliari: in arrivo compratori qatarioti

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Dopo più di venti anni di presidenza, arriva ai titoli di coda l’avventura di Cellino alla presidenza del Cagliari. Le voci di città si rincorrono da giorni, e molti sospetti erano stati confermati dall’acquisto del Leeds United da parte del presidente rock, e dalle ultime dichiarazioni disamorate di quest’ultimo nei confronti del club sardo e del calcio italiano in generale. Continua a leggere

Quagliarella, da prima alternativa a sesta scelta con la valigia in mano


In casa Juve è scoppiato il caso-Quagliarella: l’attaccante di Castellammare di Stabia sembra proprio non rientrare più nei piani di Antonio Conte e l’esclusione dalla lista Uefa ha innescato la bomba. In realtà fino a poche settimane fa la situazione sembrava l’opposta, con Vucinic che saluta i compagni a Vinovo e si dirige verso Milano per le visite mediche e il numero 27 che scala le gerarchie, diventando la prima alternativa alla coppia Tevez-Llorente. Poi l’affare che avrebbe portato il montenegrino all’Inter salta e a Torino arriva anche Osvaldo, la Juve si ritrova quindi con sei attaccanti in rosa che sarebbero troppi anche per tre competizioni figuriamoci senza la Coppa Italia. Continua a leggere

La Maxi rivincita del bomber


Per mesi la storia del triangolo amoroso Wanda-Maxi-Icardi ha riempito le pagine dei giornali, i siti internet e, francamente, anche i nostri cojones. Ecco perché ho esultato al gol del numero 7 blucerchiato nel derby della lanterna, e l’ho fatto perché dopo tutti i pettegolezzi, il gossip e il tradimento della moglie con il l’amico, il bomber biondo meritava una rivincita. E così, mentre Wanda Nara e Maurito Icardi continuano la loro storia d’amore fatta di sesso e autoscatti social, Maxi Lopez si “consola” tornando al gol all’esordio con la nuova maglia, proprio nel momento in cui tutto il mondo del calcio si sta stancando della storia del ragazzino che fugge con la moglie dell’amico fraterno. Continua a leggere

Lucas e Enzo Zidane, i figli del grande Zizou impressionano Madrid

Lucas (16) e Enzo (19) Zidane

Lucas (16) e Enzo (19) Zidane

La saga degli Zidane pare infinita. Dopo aver assistito a un’incredibile carriera costellata da trofei, tra cui spiccano il Pallone d’oro e il Mondiale con la nazionale francese nel ’98, Zizou lascia che i propri figli mostrino di che pasta sono fatti in un rettangolo verde. Ereditari dello stesso spirito competitivo che ha contraddistinto Zinedine, Enzo e Luca e paiono non sentire i carichi del peso di un cognome che nel mondo del calcio ha scritto pagine gloriose, forse anche perché sulle casacche e sui documenti compare quello della madre. Continua a leggere

Quando l’eredità uccide: lo United di Moyes e il fantasma di sir Alex

Ognuno di noi sogna di scrivere il proprio nome nei libri di storia. C’è chi spera di diventare il primo uomo a camminare su Marte, chi di cambiare una nazione, chi di rivoluzionare uno sport. Per sir Alex Ferguson si è trattato di allenare per 27 anni uno dei club più blasonati della storia del calcio, il Manchester United, con cui ha vinto praticamente tutto. Proprio per questo, al momento del suo addio la prima domanda balzata in testa ai tifosi è stata: “E adesso?”. L’ex tecnico scozzese ha lasciato un’eredità talmente pesante da essere potenzialmente mortale per chiunque e, dopo un’accurata selezione, la scelta è caduta su David Moyes, scozzese come Ferguson e da 11 anni sulla panchina dell’Everton, quindi abituato a progetti a lungo termine, ma il fantasma del baronetto continua ad aleggiare all’Old Trafford. Continua a leggere

Caso Vucinic/Guarin: gli interisti insorgono su Twitter

Più o meno è andata così

Più o meno è andata così

Da anni ormai “il cigno di Grosseto” Marco Branca ci delizia con strategie di calciomercato e trattative funamboliche per portarsi a casa bidoni mai visti. Uno dei più grandi scova-non-talenti che il calcio italiano abbia mai prodotto continua da ben 12 anni a regalare immensi dolori ai tifosi interisti che, puntualmente, ingoiano il rospo e pagano il biglietto per vedere in campo gente come Pereira, Zarate, Forlan e, meno recentemente Rivas, Van der Meyde e Suazo. Negli ultimi giorni poi, il magistrale dirigente nerazzurro, ha imbastito una trattativa di scambio per portare a Milano il 31enne Miko Vucinic, relegato in tribuna per infortunio dall’inizio della stagione, per spedire agli acerrimi rivali della Juventus il 27enne Fredy Guarin, perno insostituibile della mediana interista che andrebbe e rinforzare un reparto (quello della vecchia signora) già tra i più forti del mondo. Continua a leggere

Matri inzuppa due volte, la viola esulta e il Milan sorride

Alessando Matri torna a esultare

Nel calcio i periodi difficili capitano a tutti e sono terribilmente simili alle sabbie mobili, più ti dimeni per uscirne e più affondi (se poi nessuno nemmeno ti aiuta a venirne fuori…). Quando poi vieni scaricato è normale sentir dire in giro: “Vedrai che ora ritorna più forte di prima” o anche “Ha cambiato squadra quindi diventerà un fenomeno”. Chiacchiere da bar che sembrano essersi avverate per Alessandro Matri, accolto a braccia aperte al Milan dal suo ex tecnico Massimiliano Allegri e diventato un peso di cui sbarazzarsi a gennaio dopo 15 presenze, 1 solo gol e tanti fischi (di cui lo stesso Matri ha ammesso di essere in parte responsabile). Se lo è accollato la Fiorentina e ieri il 29enne è andato a segno due volte all’esordio. Una liberazione per la punta, una soddisfazione per i dirigenti viola, un sorriso amaro per quelli rossoneri. Continua a leggere

Coppa Italia, si inizia a fare sul serio

 

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Juventus e Roma per la “stella d’argento”, Lazio e Milan per un posto in Europa, Napoli e Fiorentina per mettere un trofeo in bacheca, Udinese e Siena per un miracolo. Le otto formazioni arrivate ai Quarti di finale di Coppa Italia hanno tutte motivazioni e stimoli diversi ma l’obiettivo finale è il solito: alzare la coppa nazionale il 3 maggio sotto il cielo della capitale.

Da tanti anni purtroppo, a differenza di quanto avviene negli altri Paesi europei per i rispettivi trofei nazionali, alla Coppa Italia viene data pochissima importanza sia dal punto di vista del prestigio, sia da quello economico e sia da quello mediatico. Continua a leggere